Italia, Florenzi: «Pronto a morire in campo per il mondiale»


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Italia, Florenzi: «Pronto a morire in campo per il mondiale»

Il jolly, di nuovo in azzurro dopo 13 mesi, carico per il playoff: «In Russia voglio esserci a ogni costo. È grazie a questa bella Roma se sono qui»

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 FIRENZE – È stato il primo a raggiungere Coverciano, domenica sera, insieme a De Rossi ed El Shaarawy, arrivando dal ‘Franchi‘, dove da capitano di giornata aveva guidato la Roma ad un altro trionfo, questo sulla Fiorentina di Astori. Alessandro Florenzi è tornato in Nazionale a distanza di 13 mesi, tagliato fuori a lungo dall’infortunio al ginocchio sinistro. Momento migliore per lui per ritrovare il gruppo azzurro non poteva esserci: «È vero, la grande stagione della mia Roma è stata fondamentale alla mia nuova chiamata. Dico grazie ai compagni che mi hanno aiutato, al mister che mi sta gestendo. Sono carico, nella forma giusta,  posso mettermi a disposizione del ct».
 Florenzi ha poi parlato del clima ritrovato in azzurro, per questa partita decisiva: «Ho trovato la stessa Italia lasciata con la Spagna all’andata, non siamo in difficoltà, siamo pronti a dare il 150% per andare al mondiale. Il modulo? Non lo so come giocheremo, ma conta più il modo che il modulo, il carattere con cui affrontare la gara nel miglior modo possibile. Siamo pronti. Non possiamo non essere pronti, saranno fondamentali le motivazioni. Personalmente ho mancato il mondiale del 2014: voglio morire sul campo per giocare quello del 2018!».

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NOI E LA SVEZIA – Il romanista ha fotografato anche il valore dell’avversario: «La Svezia non ha segreti: gioca un 4-4-2 organizzato. Èuna squadra fisica, corta, che si muove insieme. Noi dovremo sfruttare le nostre tante qualità. Benzina sul fuoco la nostra sicurezza, secondo gli svedesi? Noi siamo certi di fare bene, non sarà facile, ma siamo una grande gruppo: sarà molto dura anche per loro. Personalmente ho pensato molto a questa sfida. All’Europeo giocai contro la Svezia a sinistra, fu una grande gara, dobbiamo ripeterci. La Svezia senza Ibra? Fa meno paura perché Ibra è uno dei migliori al mondo, ma davanti hanno giocatori importanti, sono stati capaci di eliminare l’Olanda. Noi abbiamo tra i difensori migliori al mondo; non dobbiamo avere paura di nessuno».

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AUGURI – Finale dedicato a due giganti e a un compagno ritrovato: «Faccio gli auguri a Riva per i suoi 73 anni. E a Pirlo per l’addio al calcio. Per lui parla la storia. De Rossi in Svezia lo supererà come presenze (117 a 116, ndr). Tutti sanno il valore di Daniele, anche fuori del campo. Cosa penso della nuova chiamata di Zaza? C’era voglia di rivedersi, dopo la Francia. C’è stato troppo accanimento su di lui, per quel rigore sbagliato all’Europeo; è stata una casualità, quella corsetta: avreste dovuto vederlo in allenamento, li metteva tutti sotto la traversa».
  
 





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